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N.58 - 13 maggio 2014

Novità

Dieci comuni per un solo Parco

Con la firma ufficiale della convenzione di gestione si chiude un percorso che ha visto il territorio del Parco fluviale Gesso e Stura estendersi dai 1.500 ettari di quando venne istituito dalla Regione Piemonte, nel 2007, ai 4.050 ettari attuali, con l’ampliamento sul territorio di altri nove comuni oltre a quello di Cuneo.
Un cammino che si è aperto con l’approvazione, da parte del Consiglio Regionale del Piemonte, della legge n.16 del 3 agosto 2011, che ha sancito, dal 1° gennaio 2012, l’estensione dell’area protetta regionale fino ad abbracciare 10 comuni (oltre a Cuneo: Borgo San Dalmazzo, Castelletto Stura, Centallo, Cervasca, Montanera, Roccasparvera, Roccavione, Sant’Albano Stura e Vignolo) e una superficie di 4.050 ettari e 60 km di fiume, con una popolazione di oltre 90.000 abitanti.
Sabato mattina un altro tassello importante del mosaico: alla Casa del Fiume, il neonato centro di educazione transfrontaliera del Parco, è stata firmata ufficialmente dai dieci sindaci dei comuni che formano il Parco, la convenzione di gestione. Un atto formale ma anche simbolico, che segna la strada per una gestione condivisa e una politica che sia sempre più corale e di collaborazione, perché il Parco è e deve rimanere un valore e una ricchezza del territorio e dei cittadini che lo abitano, innanzitutto.
Da sempre il Parco si è proposto come motore di sviluppo turistico ed economico pienamente sostenibile per il territorio. rappresentando una cerniera di collegamento naturale con le frazioni e i comuni limitrofi.
Del resto la politica portata avanti dal punto di vista gestionale fin dalla sua nascita è stata improntata alla massima collaborazione, consolidando una rete di relazioni, realizzando interventi sinergici nelle aree fluviali e promuovendo e organizzando attività di animazione territoriale in maniera congiunta. Per semplificare in un’espressione: un lavoro di squadra per lavorare insieme e andare nella medesima direzione, realizzando così la vocazione originaria del Parco, vale a dire la conservazione dell’ambiente naturale e la tutela della biodiversità, valorizzando tutte le potenzialità dell’area, dalla valenza turistica, alla funzione economica, puntando al massimo sull’elevata accessibilità e le diverse opportunità di fruizione.
Così si è scelto di festeggiare simbolicamente, con un gesto importante come la firma della convezione appunto, il 1° anno della Casa del Fiume, inaugurato esattamente un anno fa: perché il centro di educazione ambientale è diventato la casa del Parco e quindi anche di tutti coloro che sul Parco vivono, lavorano e ogni giorno collaborano per farlo crescere. Infine, in occasione della firma, è stata consegnata dal Parco ad ogni sindaco un’arnia, ciascuna di un diverso colore, a richiamare quelli dell’arcobaleno, simbolo di socialità e a ricordare una delle strutture di eccellenza del Parco, il suo apiario didattico che sorge proprio alla Casa del Fiume.

Le dieci arnie con i loro dieci colori verranno in seguito posizionate in un’area dedicata all’interno del Parco, a simboleggiare proprio i dieci comuni che formano il Parco. Inoltre verranno coinvolte le scuole elementari del territorio: ciascuna scuola di ogni comune riceverà infatti alcuni esagoni di legno che verranno colorati dai bambini, con il medesimo colore dell’arnia del proprio comune, e che poi serviranno per l’allestimento di una parete, all’interno dell’apiario didattico, che rappresenti il territorio del Parco.

Dieci comuni per un Parco

Il Parco in pillole

Il laghetto della Casa del Fiume... come nuovo!

Nelle ultime settimane è stata effettuata un’accurata pulizia del laghetto che permette alla Casa del Fiume di esser autosufficiente. Il lago crea un ricircolo d’acqua ad uso e consumo della Casa grazie alla depurazione delle acque grigie nelle quali, per motivi ecologici, devono solo esser presenti detergenti naturali e biodegradabili.

Il laghetto della Casa del Fiume

Lo sapevi che...

... Le formiche galleggiano!

Alcuni studiosi hanno recentemente dimostrato che le formiche sono in grado di sopravvivere a delle inondazioni. Come? Creando delle zattere! Tutti gli esemplari della colonia coinvolta dall’allagamento, al primo segno di pericolo, si avvicinano gli uni agli altri utilizzando le larve, molto resistenti all’acqua, come galleggianti e ponendo al centro della zattera la regina. In questo modo riescono a salvare l’intera colonia, a discapito, però, delle larve.

Le formiche galleggiano

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