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Escursione primaverile per conoscere le vicende storiche che hanno interessato l’area dei fiumi cuneesi

Trekking: tracce nel fiume

26 marzo 2006

Si è svolta lungo il torrente Gesso la prima delle tre escursioni primaverili organizzate dall’Assessorato Ambiente e Territorio nel parco fluviale di Cuneo.

“Camminando… il parco racconta” è il titolo di questa seconda edizione del trekking nel che vuole toccare non più esclusivamente gli aspetti naturalistici del parco, ma anche la dimensione storica e quella culturale, non meno importanti.

Guidato da Livio Mano del Museo Civico di Cuneo, un gruppo di circa cento persone tra adulti e bambini ha avuto modo di conoscere le vicende storiche che hanno interessato l’area dei fiumi cuneesi, raccontate prendendo spunto dagli oggetti che gli stessi corsi d’acqua hanno rilasciato nel corso del tempo.

Approfondimento

Partendo dalla zona sottostante il ponte che collega l’altipiano con Borgo San Giuseppe è immediato il richiamo alla ferrovia già presente, accanto ai caratteristici campanili, in numerose opere pittoriche di inizio secolo, raffiguranti il profilo della città.

Oltre a resti di vecchi ponti travolti dalle piene del torrente Gesso e di materiali residui dei lavori di costruzione della ferrovia stessa, in quella zona sono state ritrovate testimonianze archeologiche protostoriche in bronzo, due punte di giavellotto ed un elmo, rispettivamente attribuite ai secoli XVII, VII e V avanti Cristo. Tali reperti confermano la duratura occupazione del luogo, tra età del Bronzo ed età del Ferro, quale probabile presidio di antichi guadi di collegamento tra diversi territori.

Nonostante i rinvenimenti protostorici e romani, non solo prossimi ai corsi d’acqua, le origini di Cuneo e del suo nome vanno collocati in periodo medievale (1198). Il nome del borgo copia la forma dell’altipiano su cui sorge anche se, per il toponimo in questione, taluni studiosi azzardano significati più remoti, evocanti il fiume.

L’uomo nel passato si è sempre avvicinato ai corsi d’acqua per raccogliere materiali utili al vivere quotidiano: legname, pietre, sabbia, etc. Sarebbero proprio pietre fluviali i supporti epigrafici funerari del I secolo dopo Cristo, ritrovate in prossimità del Santuario della Madonna degli Angeli.

È strettamente legata ai fiumi anche la formazione dell’altipiano, conseguenza di fatti geologici complessi e relativamente recenti.

Andando indietro nel tempo, a 3,5 milioni di anni fa, si scopre che il territorio attorno a Cuneo era ancora lambito da un mare che, regredendo col passare del tempo, lasciò spazio a terreni continentali costituiti soprattutto da sedimenti fluvio deltizi, lacustri, litorali e lagunari.

Durante il Quaternario si assiste all’alternanza di lunghissimi periodi di grande freddo (glaciazioni) e di periodi più caldi (interglaciali). Durante gli interglaciali, in particolare tra 500.000 e 10.000 anni fa, si formarono, nell’area in questione, enormi depositi di materiale alluvionale e fluvioglaciale. Parte di tali depositi (sedimentazione fluvioglaciale würmiana) subirono, in età relativamente recente (Olocene, secondo recenti studi) e per effetto di dinamiche fluviali, azioni erosive assai rapide ed intense. Il fenomeno trova importante riscontro nel bacino del fiume Tanaro. Quest’ultimo, forzato ad abbandonare la propria antica direttrice (diversione o “cattura” del Tanaro), coinvolse i suoi tributari, tra cui lo Stura e il Gesso, costringendoli ad approfondire gli alvei e produrre di conseguenza il modellamento di terrazzi, compreso quello dove sorge Cuneo.

Una forte pendenza del terreno, oggi parzialmente modificato, caratterizzava vari punti dell’altipiano soprattutto dalla parte del torrente Gesso, costituendo poi, in una storia relativamente recente, un’ottima barriera di protezione dagli attacchi dei nemici durante i molti assedi subiti dalla città assedi condotti in prevalenza sul lato Stura.

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