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Maculinea Arion

L’Università studia le farfalle del parco fluviale

15 gennaio 2009

Il Dipartimento di Biologia animale e dell'Uomo dell’Università di Torino ha presentato nei giorni scorsi gli ultimi risultati della ricerca condotta sui Lepidotteri diurni presenti nel parco, evidenziando un dato scientificamente molto importante. Si è infatti appurato che la farfalla della specie Maculinea arion, specie rara e soggetta a tutela, sarebbe presente nel parco con la sottospecie Ligurica ritenuta assente nel resto del Piemonte e sulla quale non esistono ancora studi specifici a livello italiano.

Lo ricerca, avviata nell’estate 2006 nel parco fluviale, aveva già portato all’individuazione di 53 specie di Lepidotteri diurni, tra cui la Maculinea arion gravemente compromessa a livello europeo a causa di un ciclo biologico particolarmente complesso e anche curioso. La sua sopravvivenza dipende da una molteplicità di fattori in quanto si tratta di un Lepidottero che depone le uova esclusivamente su fiori di origano e timo selvatici. Qui avvengono i primi tre stadi evolutivi fino a che il bruco non si lascia cadere al suolo dove attende l’incontro con una precisa specie di formica la quale la raccoglie e la ospita nel proprio nido. Dopo essersi nutrita e sviluppata adeguatamente la farfalla esce dal nido di formiche verso la fine di giugno. Il dato sorprendente è che con ripetute campagne di campionamenti e analisi di laboratorio i ricercatori sono arrivati a classificare gli esemplari nella Maculinea arion ligurica ritenuta finora assente in Piemonte.

L’equipe di ricercatori dell’Università di Torino, coordinata dal prof. Emilio Balletto e composta dalla dott.ssa Simona Bonelli con la dott.ssa Chiara Gerbaudo e la dott.ssa Laura Mavilla, ha quindi proposto al Comune di Cuneo quale ente gestore del Parco fluviale Gesso e Stura un piano di azione con le linee guida per la salvaguardia della specie nel Parco fluviale Gesso e Stura.

Lo studio della Maculinea arion si estenderà ora all’intero territorio nazionale grazie a un apposito finanziamento del Ministero dell’Ambiente. Tuttavia, considerata la rilevanza della popolazione rinvenuta nel parco fluviale, si ritiene opportuno continuare a monitorare il sito con la collaborazione di studenti e ricercatori cuneesi; gli studenti di Cuneo e dintorni che fossero interessati a partecipare alla ricerca possono mettersi in contatto direttamente con il Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, Laboratorio di Zoologia al numero 011.670.45.15/45.52.

Il lavoro svolto nel parco ha dato origine anche alla tesi di laurea “Stato di conservazione di Maculinea arion nel Parco fluviale Gesso e Stura” di Laura Mavilla che ha meritato il prestigioso premio lepidottero logico Antonio Curò del Museo di Scienze Naturali di Bergamo consegnato nel mese di dicembre scorso.

Quella relativa ai Lepidotteri diurni è soltanto una delle ricerche che il parco fluviale ha intrapreso in stretta collaborazione con l’università e mondo scientifico al fine di conservare e tutelare le risorse naturali. Tra le altre si ricordano il censimento degli anfibi presenti nelle aree umide prossime ai corsi d’acqua Gesso e Stura, lo studio su apoidei e apicoltura e quello sull’avifauna e le analisi periodicamente condotte dall’ARPA Piemonte sulla qualità di acqua, aria e suolo. Nuove indagini scientifiche verranno realizzate prossimamente nell’ambito del Progetto Integrato Transfrontaliero presentato insieme ai parchi Alpi Marittime e Le Mercantour.

Approfondimento: “Attenti alla farfalla!”

Si potrebbe dire così nel Parco fluviale Gesso e Stura dove è stata rinvenuta una rarissima farfalla appartenente a una specie di interesse comunitario soggetta a tutela: si tratta della Maculinea arion la cui sopravvivenza è gravemente compromessa a causa di un ciclo di vita particolarmente complesso e anche curioso. Questa spettacolare farfalla blu, infatti, depone le uova esclusivamente sulle infiorescenze di origano selvatico; dopo aver trascorso tre stadi evolutivi nutrendosi dei fiori, i bruchi si lasciano cadere dove attendono l’incontro con una specifica formica rossa, la Myrmica sabuleti, che li trasporta nel suo nido. Qui si nutrono di uova e larve di formica acquisendo dimensioni corporee via via maggiori, fino a trasformarsi in crisalidi per poi lasciare il nido generalmente a fine giugno. È dunque evidente che solo il persistere di un delicatissimo equilibrio, in cui la pianta nutrice, la formica ospite e la farfalla convivono, trovando ciascuna le condizioni ambientali adatte, permette la sopravvivenza della specie. Questa farfalla è infatti in pericolo in molti paesi d’Europa: è in forte diminuzione in Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Polonia, Romania, Slovacchia e Svezia, mentre nel 1979 si è addirittura estinta in Gran Bretagna, dove è stata poi reintrodotta. La scoperta della Maculinea arion nel territorio fluviale del Comune di Cuneo è soltanto uno dei più interessanti risultati emersi dallo studio condotto dal Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università di Torino nel Parco fluviale Gesso e Stura e che ha portato all’individuazione di ben 53 specie di Lepidotteri diurni. Tra le altre risulta senz’altro interessante anche la specie Limenitis camilla, farfalla di grosse dimensioni e poco comune nel nostro paese. Spesso associata a boschi abbandonati con vicine radure soleggiate, ben si inserisce nelle piccole zone di bosco planiziale ancora presenti attorno a Cuneo, dove la si può osservare volare a gran velocità da metà giugno a metà agosto.

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