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Antichi canali di Vignolo

Una lettera dei sindaci dei comuni del Parco per chiedere più tutela del territorio

03 May 2012

I sindaci dei comuni il cui territorio ricade nel Parco fluviale Gesso e Stura (Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Castelletto Stura, Centallo, Cervasca, Montanera, Roccasparvera, Roccavione, Sant’Albano Stura e Vignolo) hanno espresso le loro perplessità relative all’autorizzazione a costruire due impianti idroelettrici nel comune di Vignolo in una lettera indirizzata al Presidente della Regione, della Provincia e alla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio del Piemonte, chiedendo con forza la tutela del territorio.

Nello specifico è stato attivato un iter autorizzativo da parte di una società privata per la costruzione e l’esercizio di due impianti idroelettrici nel comune di Vignolo, a Tetto Pellegrini e Cascina Borgna, sul sedime del canale Roero. Un intervento che va a ricadere in parte nell’area del Parco fluviale Gesso e Stura. Il canale Roero, insieme ai sottostanti canali Morra e Miglia, dall’analisi degli scritti dell’epoca, risulta essere il più antico dei canali irrigui cuneesi, di cui si ha notizia per la prima volta nel 1420. Tale circostanza comporta un’attenzione particolare ad un patrimonio storico tramandato nei secoli e di così grande importanza. Con il rifacimento del canale Roero nei tratti interessati dall’intervento e con l’importante sopraelevazione in alcuni tratti delle sponde, si andrà a degradare profondamente l’equilibrio ambientale, con ricadute sia per la vegetazione esistente, che costituisce un notevole valore naturalistico e paesaggistico, sia dal punto di vista faunistico. Non va infatti dimentica l’importanza dei canali irrigui anche come corridoi ecologici.

Visti tutti questi aspetti, e valutata anche la ricaduta dell’opera sulla collettività, che non sembra essere così indiscutibile, i sindaci dei comuni del Parco hanno scritto alla Presidente Gianna Gancia, a Roberto Cota e alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte per chiedere un interessamento concreto, volto a tutelare il territorio interessato.

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