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La fauna

Il gruppo sistematico di maggior interesse è rappresentato dall’avifauna. Questa è costituita da 144 specie, che rappresentano il 38,2% di quelle segnalate in Piemonte (Boano e Pulcher, 2002). Di queste 44 sono nidificanti stanziali, presenti tutto l’anno, 24 sono nidificanti estivi, 52 compaiono solo durante i movimenti migratori, 16 sono migratrici svernanti e 4 di comparsa accidentale.

Dal punto di vista conservazionistico sono presenti 24 specie inserite nell’allegato I della direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, che necessitano di misure speciali di conservazioni. Di queste 6 sono nidificanti o svernanti nel Parco Fluviale Gesso e Stura e più in generale nell’area di studio con popolazioni significative.

Le tre specie più diffuse sono il picchio verde, la passera mattugia e la rondine, seguita da airone bianco maggiore, fanello, martin pescatore, tortora selvatica e corriere piccolo.

I dati disponibili per i mammiferi hanno permesso di verificare la presenza di 25 spacie (4 insettivori, 5 chirotteri, 8 roditori, 2 lagomorfi, 4 carnivori e 2 ungulati). Di queste 1 (vespertilio smarginato) è inserito tra le specie animali e vegetali d’interesse comunitario la cui conservazione (allegato II della Direttiva Habitat) e 5 (pipistrello nano, pipistrello albolimbato, serotino comune, nottola di leisler e moscardino) compaiono tra le specie animali d’interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa (allegato IV della Direttiva Habitat).

Gli anfibi contribuiscono ad accrescere la biodiversità degli ecosistemi naturali per garantire un maggior equilibrio bilogico. Sono presenti nel parco con 8 specie: rana temporaria, rana dalmatina, rane verdi, raganella, rospo comune, rospo smeraldino, salamandra e tritone.

Le specie di rettili (inserite nell’allegato IV della Direttiva Habitat) sono: ramarro, lucertola muraiola, saettone, biacco e natrice tassellata.

La diversità dei vertebrati presenti lungo gli assi fluviali del Gesso e dello Stura nel Comune di Cuneo, si presenta dal punto di vista qualitativo ancora diversificata e la presenza di specie d’interesse conservazionistico a livello europeo ne aumenta notevolmente il valore faunistico.

Il susseguirsi, tuttavia, di una continua e capillare perdita di habitat ha avuto come conseguenza la rarefazione o la scomparsa di alcuni taxa, in particolare quelli dalle maggiori esigenze ecologiche. Gli ambienti forestali, ancora sufficientemente rappresentati lungo il fiume Stura, sono andati rarefacendosi negli ultimi decenni causando la diminuzione di alcune specie di uccelli e mammiferi legati a questa tipologia ambientale. Analoga situazione è rilevabile per le specie legate agli habitat acquatici e agli ambienti agrari tradizionali, che a causa dell’alterazione dei geni fluviali, la scomparsa dei piccoli habitat palustri e la perdita degli elementi tradizionali dei paesaggi agricoli (siepi, filari, ecc.) hanno visto diminuire drasticamente le loro popolazioni.

Per quanto riguarda i valori di qualità ambientale, le aree di maggior interesse conservazionistico dal punto di vista faunistico (classe I) sono rappresentate dai corsi d’acqua del Gesso e dello Stura e i residui di vegetazione legata agli ambienti umidi (aneti e risorgive) presenti in particolare tra Bombonina e cascina S. Anselmo. Tali zone, pur ospitando un numero minore di specie rispetto agli ambienti forestali, sono delle importanti aree di sosta per l’avifauna migratrice e permettono la riproduzione di specie con elevato conservazionistico. Con una buona qualità ambientale (classe II) risultano i greti e i residui di vegetazione forestale presenti lungo i due corsi d’acqua, in particolare in quelle aree dove sono presenti lembi di querceti planiziali o saliceti ripariali.

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