
Oggi, venerdì 30 gennaio, alle ore 10 alla Casa del Fiume, si è svolto il convegno LE AREE UMIDE DEL PARCO FLUVIALE: BIODIVERSITÀ A RISCHIO organizzato dal Parco fluviale Gesso e Stura nel contesto del progetto Interreg ALCOTRA ACLIMO Clima e acqua: sinergie per il futuro tra parchi alpini. Per la città di Cuneo e il territorio piemontese, la sfida del cambiamento climatico rappresenta una questione centrale per il futuro della risorsa idrica e la conservazione dei delicati ecosistemi che caratterizzano le Aree Protette.
I dati e le analisi oggetto del convegno fanno riferimento allo studio realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, e coordinato dal prof. Domenico De Luca e dalla prof.ssa Manuela Lasagna, che ha identificato e censito 13 zone umide di particolare rilevanza nel Parco fluviale, incluse risorgive, fontanili, sorgenti, corpi lacustri e boschi umidi, con una metodologia che combina l’analisi di banche dati regionali, ricerche storiche e indagini di campo. Le aree investigate comprendono ecosistemi di grande valore ecologico, quali i Laghi di San Lorenzo e San Sebastiano a Fossano, il fontanile Fontanone nel centro urbano di Cuneo, e il Bosco di Sant’Anselmo, una riserva naturale di circa 20 ettari ricca di zone umide e boschi igrofili.
Questo lavoro rappresenta un contributo scientifico significativo alla comprensione dei processi idrogeologici che caratterizzano l’area protetta, affrontando con rigore metodologico una questione di rilevanza strategica per il presente e il futuro: il rapporto fra le acque sotterranee, le zone umide e i cambiamenti climatici in corso.
Sono stati discussi anche alcuni interventi strategici in un’ottica di coabitazione responsabile tra attività antropiche e ambienti naturali. Il nostro territorio, infatti, dipende dalla disponibilità idrica per molteplici funzioni: l’agricoltura irrigua nella pianura piemontese, l’energia idroelettrica, il mantenimento degli ecosistemi fluviali, il benessere dei cittadini e il turismo. Oltre al prof. Domenico De Luca e dalla prof.ssa Manuela Lasagna, sono intervenuti la dr.ssa Elena Egidio e il dr. Daniele Cocca dell’Università di Torino e il dr. Dario Olivero naturalista consulente del Parco fluviale Gesso e Stura.
L’incontro ha registrato un’ampia partecipazione, coinvolgendo addetti ai lavori, professionisti, portatori di interesse, associazioni ambientaliste e cittadini, chi fosse interessato a consultare i risultati dello studio lo trova pubblicato sul sito www.parcofluvialegessostura.it.
